Incentivi fiscali verso un riordino solo parziale
Italia Oggi – 29 novembre 2025 – Francesco Leone
- chiuderanno i crediti d’imposta per innovazione tecnologica, design ed ideazione estetica, mentre continuerà solo il credito per ricerca e sviluppo, seppur con aliquote ridotte.
- Dal 2026 – e, al momento, limitatamente a quell’anno – i crediti d’imposta per investimenti 4.0 e 5.0 saranno sostituiti dal ritorno dell’iperammortamento
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Dal 1° luglio 2026 entreranno inoltre due importanti restrizioni alla compensazione nel modello F24:
Non è chiaro se i divieti riguardano solo i crediti maturati nel 2026 o anche quelli precedente.
– stop alla compensazione dei crediti d’imposta con contributi previdenziali e premi INAIL;
– abbassamento da 100mila a 50mila euro della soglia di debiti erariali che blocca la compensazione. - Il Patent Box è stato individuato dall'amministrazione finanziaria come aria di rischio da monitorare.
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ITALIA OGGI 29.11.2025
Analisi dei cambiamenti che si stanno concretizzando soprattutto con la legge di bilancio
Incentivi al riordino (parziale)
DIRITTO_IMPRESA
Qualche stop (design) e alcune rimodulazioni (4.0 e 5.0)
di Francesco Leone
Verso un riordino parziale degli incentivi fiscali. Il panorama degli incentivi fiscali generali si sta preparando a un'importante evoluzione a partire dal 2026. Questo processo di cambiamento si sta concretizzando nel contesto delle attuali discussioni sulla legge di bilancio 2026, dove oltre alle novità di prossima introduzione meritano attenzione le disattese aspettative delle imprese.
Alcuni incentivi non saranno prorogati. Si tratta dei crediti d'imposta introdotti partire dal 2020 relativamente alle attività di innovazione tecnologica nonché alle attività di design ed ideazione estetica. Nessun cambio di programma, quindi. Questi incentivi erano in scadenza nel 2025 e non sembra esserci l'intenzione di estenderli ai prossimi anni. Così come resta confermata la scelta iniziale di mantenere attivo fino al 2031, il solo credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo, seppur con una aliquota agevolativa che è andata affievolendosi nel tempo.
Altri incentivi saranno rimodellati e rimodulati. Il credito d'imposta per investimenti in beni 4.0 introdotto nel 2020 e il più recente credito d'imposta per investimenti in beni 5.0 saranno sostituiti dal cd. iperammortamento. Dal 2026, o meglio solo per il 2026, si ritorna al passato, riproponendo il modello agevolativo già adottato dal 2017 al 2019 che risulta più favorevole in termini quantitativi ma che sconta tutte le limitazioni connesse alla trasformazione dell'incentivo da credito d'imposta a deduzione fiscale (estensione dei tempi di fruizione e minore appetibilità per le imprese in perdita). La “nuova” misura sintetizza i due crediti d'imposta attualmente in vigore, con maggiorazioni più elevate per gli investimenti legati al mondo green ed energetico. Pur non dovendo trattarsi di una agevolazione soggetta a limitazioni di spesa pubblica, viene confermata la procedura di “prenotazione” gestita dal GSE. Questa, da un lato, garantisce il monitoraggio della spesa statale ma, dall'altro lato, genera, stando alle ultime esperienze vissute per i crediti d'imposta 4.0/5.0, complessità operative che non aiutano le imprese ad assumere scelte imprenditoriali consapevoli. Aspetto, questo, ancora più importante qualora il testo definitivo della legge di bilancio dovesse confermare che l'iperammortamento interesserà i soli investimenti del 2026
Ci sono, poi, le due rilevanti novità che, dal 1° luglio 2026, prevedono significative limitazioni in sede di compensazione nel mod. F24 per tutti i crediti d'imposta. La prima novità, realmente innovativa, è rappresentata dal divieto di compensazione dei crediti d'imposta con i debiti relativi a contributi previdenziali e premi INAIL. Con la seconda novità si rafforza, in chiave antievasione, la disciplina che dispone la preclusione della compensazione dei crediti d'imposta in presenza di debiti erariali iscritti a ruolo. La soglia di 100 mila euro viene ridotta a 50 mila euro. Dette limitazioni impatteranno sulle valutazioni finanziarie delle imprese beneficiarie, soprattutto se i divieti dovessero interessare non solo i crediti maturati a partire dal 1° luglio 2026 ma anche quelli maturati e non ancora compensati a tale data.
Dopo un lungo periodo di forte sostegno agli investimenti, garantito sia attraverso incentivi fiscali che contributi finanziari, il governo sta così intraprendendo un nuovo approccio. Le recenti esperienze hanno infatti evidenziato come l'assenza di un quadro interpretativo stabile abbia alimentato il contenzioso tra contribuenti e Agenzia delle Entrate, minando la fiducia reciproca e generando criticità nei rapporti tra le parti. Un fenomeno che ha inizialmente interessato il credito d'imposta R&S&I ma ora sta ampliandosi con la crescente attenzione rivolta al Patent Box, individuato dagli indirizzi operativi dell'Amministrazione come area di rischio da monitorare e, da ultimo, con il nuovo filone di accertamenti sul rapporto tra perdite fiscali e aiuti Covid che introduce ulteriori elementi di complessità potenzialmente in grado di incidere anche sui principali incentivi fiscali (credito d'imposta 4.0 e 5.0, credito ricerca e sviluppo).


