4784 - Riforma fiscale: si va verso quattro ipotesi di inesistenza e due di non spettanza (Il sole 24 Ore - 10.4.2024)

Imposte

Quattro categorie per distinguere i crediti d’imposta inesistenti

Nel parere della Camera al decreto sanzioni l’input a chiarire i confini. Meno margini di incertezza anche sulla non spettanza: sarà assoluta o relativa

Quattro ipotesi di inesistenza e due di non spettanza. Su questa direttrice intende muoversi il Governo per dettagliare le contestazioni sui crediti d’imposta. L’input è arrivato dalle commissioni Finanze e Giustizia della Camera nel parere approvato sul decreto attuativo della delega fiscale sulle sanzioni amministrative e penali.

Secondo questa impostazione, la (più grave) qualificazione di inesistenza scatterebbe nei casi di frode con false fatture, frode con altri artifici, di totale assenza di un’operazione sottostante e, infine, quando è stata disattesa ogni regola pur in presenza di dettagliate indicazioni da parte del legislatore.

Mentre la non spettanza del credito d’imposta dovrebbe scattare in presenza di una doppia situazione. Una di tipo assoluto quando c’è una divergenza interpretativa con l’amministrazione finanziaria. È in pratica una situazione di infedeltà, che ad esempio può verificarsi intorno al requisito della novità del progetto “letta” in maniera diametralmente opposta da uffici e contribuenti. L’altra situazione di non spettanza è, invece, relativa. Per fare, anche in questa circostanza, un’ipotesi concreta si tratta dei casi in cui il contribuente dichiara un credito più alto rispetto a quello effettivamente maturato e quindi anche più facilmente rettificabile dal Fisco con i controlli automatizzati, come quelli da 36-bis.


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