Credito d’imposta Transizione 4.0: tre faq per F24 a prova di scarto
29 gennaio 2026
La corretta compilazione del modello di pagamento è un passaggio decisivo per fruire senza intoppi dell’agevolazione fiscale prevista per investimenti in determinati beni strumentali
Completamento investimenti nel 2024
Le tre Faq pubblicate oggi sul sito delle Entrate affrontano proprio le situazioni più frequenti, chiarendo come comportarsi nei diversi casi. La prima domanda riguarda gli investimenti completati nel 2024. Alcune imprese hanno comunicato al Mimit/Gse il completamento dell’investimento in quell’anno e hanno iniziato a fruire della prima quota del credito d’imposta utilizzando il codice tributo 6936 e indicando come anno di riferimento il 2024. Il dubbio nasce nel momento in cui si passa alla seconda quota: è corretto indicare nel modello F24 l’anno 2025, cioè l’anno in cui la quota diventa utilizzabile?
La risposta è negativa. La risoluzione n. 25/2024 chiarisce, infatti, che l’anno di riferimento da indicare nel modello F24 deve essere sempre l’anno di completamento dell’investimento, quindi il 2024, anche quando si fruiscono le quote negli anni successivi. La seconda quota, utilizzabile dal 2025, e la terza, dal 2026, devono quindi riportare sempre il 2024 come anno di riferimento. Naturalmente, se un’impresa non utilizza una quota nell’anno in cui diventa disponibile, può comunque fruirne negli anni successivi.
Completamento investimenti nel 2025
La seconda domanda riguarda, invece, gli investimenti completati nel 2025, un anno in cui si sovrappongono due diversi regimi normativi. Molte imprese chiedono quale anno indicare nel modello F24 per la seconda e la terza quota del credito e, soprattutto, quale codice tributo utilizzare.
La risposta dipende dalle situazioni. Infatti, se entro il 31 dicembre 2024 sono stati versati acconti almeno pari al 20% del costo di acquisizione e l’ordine è stato accettato dal venditore, si applica il regime previsto dalla legge n. 178/2020 e il credito si utilizza con il codice tributo 6936, indicando sempre come anno di riferimento il 2025, anche per le quote fruite nel 2026 e nel 2027.
Se invece gli acconti versati entro il 2024 erano inferiori al 20%, oppure l’ordine non era stato accettato, si applica il regime introdotto dalla legge n. 207/2024: in questo caso il codice tributo da utilizzare è il 7077 e l’anno di riferimento resta comunque il 2025.
Le stesse regole valgono anche per gli investimenti iniziati e completati nel 2025. Anche qui, come nel caso precedente, le quote possono essere utilizzate anche in anni successivi rispetto a quelli in cui diventano disponibili.
Completamento investimenti nel 2026
La terza domanda riguarda, infine, gli investimenti che saranno completati nel 2026. Le imprese chiedono se sia possibile fruire della prima quota già quest’anno e quali codice tributo e anno di riferimento indicare nel modello F24.


