Questa è una domanda che è stata posta ultimamente allo Studio.
La sentenza del Consiglio di Stato n.5627/2026 ha messo un punto fermo importante: fino al 31/12/2019 il Manuale di Frascati non deve essere applicato perché nessuna norma lo prevede, una conclusione a cui in molti eravamo già arrivati da tempo, in quanto anche i bambini delle elementari sanno che le circolari non sono fonti del diritto. Purtroppo, però, viviamo in Italia e il chiarimento è arrivato dopo sette anni di contestazioni a tappeto (nelle Marche sono iniziate alla fine del 2019).
Queste sono le lettere di compliance inviate a tutte le aziende nelle Marche per spingerle al riversamento:
In particolare:
- la procedura di riversamento è riservata ai soggetti che, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019, abbiano realmente svolto, sostenendo le relative spese, attività in tutto o in parte non qualificabili come attività di ricerca e sviluppo ammissibili al beneficio (nell'accezione rilevante ai fini del credito d'imposta in questione, così come definita dal cd. "Manuale di Frascati" dell'OCSE);
Con questa sentenza la giustizia amministrativa ha fatto il suo corso; per quanto riguarda la giustizia tributaria, siamo al secondo grado e non si è ancora arrivati in Cassazione.
Purtroppo, solo dopo qualche giorno dalla scadenza del riversamento del 3 giugno 2025, è stato pubblicato l'atto di indirizzo del Vice Ministro dell'Economia, che ha spiegato all'Agenzia delle Entrate che, se la contestazione riguarda solo l'innovatività, il credito è non spettante, con prescrizione in cinque anni e sanzione del 30%. L'Agenzia delle Entrate li ha sempre contestati come inesistenti, paragonandoli a una frode, quindi con prescrizione in 8 anni e sanzione del 100%.
Cosa fare adesso?
Uno Stato serio, ammettendo il gravissimo errore, avrebbe scritto alle aziende, ma siamo in Italia, dove solo i cittadini pagano gli errori, e questo non avverrà di sicuro.
Nei prossimi mesi questo sarà un tema molto discusso, ci saranno molti approfondimenti; per adesso è uscito un solo articolo sulla stampa specializzata e il consiglio è il seguente:
- Pagare regolarmente le rate;
- Chiedere il rimborso entro la scadenza di due anni dal pagamento;
- Ovviamente non si riceveranno risposte; a questo punto si avvia il contenzioso.
Siamo in Italia e ogni Commissione tributaria va per conto proprio, con sentenze che, lette oggi dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato e l'atto di indirizzo del Vice Ministro dell'Economi, in molti casi sono proprio ridicole.
Avendo versato il dovuto, il problema per chi deciderà di percorrere questa strada è quello delle spese legali, sperando che, in caso di sconfitta, vengano compensate.