4976 - Bonus ricerca, i fronti aperti delle liti dalle nuove definizioni al parere Mise (Il Sole 24 Ore - 8/6/2026)

Il Sole 24 Ore – Laura Ambrosi e Antonio Iorio

  • L’atto di indirizzo del Mef del 1° luglio 2025 ha chiesto agli uffici di distinguere con maggiore precisione tra credito inesistente e credito non spettante, evitando di qualificare automaticamente come inesistente un credito solo perché l’attività non rispetta i criteri dei manuali tecnici internazionali.
  • Anche uno studio del Dipartimento della Giustizia tributaria ha evidenziato che la mancanza di requisiti tecnici come innovatività o novità del progetto può determinare, al massimo, un credito non spettante e non un credito inesistent

Le nuove definizioni di credito inesistente e non spettante

  • La Corte di Cassazione sembra orientata a considerare innovative le definizioni introdotte dal Dlgs 87/2024.
  • Con l’ordinanza n. 13508/2026 la Cassazione ha affermato che tali definizioni non possono essere applicate retroattivamente.
  • Di conseguenza, le controversie relative a periodi precedenti al 1° settembre 2024 continuano a essere valutate sulla base delle regole e degli orientamenti esistenti prima della riforma.

Il nodo del parere tecnico del Mimit, il parere della Cassazione

  • Rimane aperta la questione della necessità del parere tecnico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex Mise).
  • Una precedente ordinanza della Cassazione aveva ritenuto che l’amministrazione potesse procedere autonomamente senza acquisire preventivamente tale parere.
  • Successive decisioni hanno però evidenziato la complessità della questione e la necessità di ulteriori approfondimenti.
  • Con l’ordinanza interlocutoria n. 8746/2026 la Cassazione ha rinviato la questione alla pubblica udienza per chiarire se il parere tecnico ministeriale debba essere considerato un passaggio indispensabile nelle controversie che richiedono valutazioni altamente specialistiche

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