01/07/2022 - EROGAZIONI PUBBLICHE DA INDICARE IN BILANCIO - INDICAZIONE SUL SITO INTERNET DELLE AGEVOLAZIONI per le imprese che non redigono la nota integrativa

NORMATIVA

  1. Legge 4 agosto 2017 n. 124
  2. Mise circolare del 22.02.2018
  3. Approfondimenti (Rassegna stampa)
  4. Relazione tecnica al decreto legge n.34 del 30 aprile 2019
  5. Dossier al dl 34 2019

EROGAZIONI PUBBLICHE DA INDICARE IN BILANCIO

  1. Principio di cassa
  2. Soggetti Obbligati
  3. Sanzioni
  4. Ambito oggettivo dell'informativa (normativa)
  5. Semplificazione per le agevolazioni rilevate nel Registro degli Aiuti di Stato
  6. Nota integrativa redatta in via facoltativa
  7. Aiuti di carattere generale (normativa)
  8. Non vanno indicati i contributi di carattere generale
  9. Il limite di € 10.000,00 si riferisce al totale dei vantaggi ricevuti e non alle singola erogazione

INDICAZIONE SUL SITO INTERNET DELLE AGEVOLAZIONI per le imprese che non redigono la nota integrativa 

  1. Avvio sanzioni prorogato all'1 luglio 2022
  2. Legge 4 agosto 2017 n. 124
  3. Rassegna stampa
  4. Servizio: www.opendot.com

L'AVVIO  DELL'APPLICAZIONE DELLE SANZIONI E' STATO PROROGATO AL 1° LUGLIO 2022

Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi (C. 3431 Governo).

PROPOSTE EMENDATIVE APPROVATE

Dopo il comma 28, aggiungere il seguente:

  28-bis. All'articolo 11-sexiesdecies del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, le parole: «1° gennaio 2022» sono sostituite dalle seguenti: «1° luglio 2022».
**1.56. Trancassini, Prisco, Lucaselli, Montaruli, Rampelli.
**1.137. Lupi.
**1.151. Squeri, D'Attis, Cannizzaro, Prestigiacomo, Polidori, Torromino, Calabria.


NORMATIVA

LEGGE 4 agosto 2017, n. 124

Art.1 comma 125-bis

125. A partire dall'esercizio finanziario 2018, i soggetti  di  cui
al secondo periodo sono tenuti a pubblicare nei propri siti  internet
o analoghi portali digitali, entro il 30  giugno  di  ogni  anno,  le
informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi  o
aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale  e  privi
di natura corrispettiva,  retributiva  o  risarcitoria,  
(PRINCIPIO DI CASSA)
(DEVONO ESSERE INDICATI I CONTRIBUTI INCASSATI NELL'ESERCIZIO PRECEDENTE)
agli stessi effettivamente erogati nell'esercizio finanziario precedente dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e dai soggetti di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Il presente comma si applicaica: (SOGGETTI OBBLIGATI)
a) ai soggetti di cui all'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349; b) ai soggetti di cui all'articolo 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206; c) alle associazioni, Onlus e fondazioni; d) alle cooperative sociali che svolgono attivita' a favore degli stranieri di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
125-bis. 
(MODALITA' DI PUBBLICAZIONE PER I SOGGETTI CHE REDIGONO IL BILANCIO CON LA NOTA INTEGRATIVA)
I soggetti che esercitano le attivita' di cui all'articolo 2195 del codice civile pubblicano nelle note integrative del bilancio di esercizio e dell'eventuale bilancio consolidato gli importi e le informazioni relativi a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura,
SONO ESCLUSI GLI AIUTI DI CARATTERE GENERALE (es. Credito d'imposta Industria 4.0, credito d'imposta R&S)
non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, agli stessi effettivamente erogati dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e dai soggetti di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

(MODALITA' DI PUBBLICAZIONE PER GLI ALTRI SOGGETTI)
I soggetti che redigono il bilancio ai sensi dell'articolo 2435-bis del codice civile e quelli comunque non tenuti alla redazione della nota integrativa assolvono all'obbligo di cui al primo periodo mediante pubblicazione delle medesime informazioni e importi, entro il 30 giugno di ogni anno, su propri siti internet, secondo modalita' liberamente accessibili al pubblico o, in mancanza di questi ultimi, sui portali digitali delle associazioni di categoria di appartenenza.


(SANZIONI: Pari all'1% degli importi ricevuti, con un importo minimo di € 2.000,00 euro)
(Se dopo 90gg dalla contestazione non avviene la pubblicazione viene richiesta la Restituzione integrale del contributo)
125-ter. A  partire  dal  1°  gennaio  2020,  l'inosservanza  degli
obblighi di cui ai commi 125 e 125-bis  comporta  una  sanzione  pari  
all'1 per cento degli importi ricevuti con un importo minimo di 2.000   
euro, nonche' la sanzione accessoria dell'adempimento  agli  obblighi
di pubblicazione. Decorsi 90 giorni dalla contestazione senza che  il   
trasgressore abbia ottemperato agli obblighi di  pubblicazione  e  al  
pagamento della sanzione amministrativa  pecuniaria,  si  applica  la
sanzione della  restituzione  integrale  del  beneficio  ai  soggetti
eroganti. Le sanzioni di cui al presente comma  sono  irrogate  dalle
pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che  hanno  erogato  il  beneficio
oppure, negli altri casi, dall'amministrazione vigilante o competente
per materia. Si applica la legge 24 novembre 1981, n. 689, in  quanto
compatibile. ((12)) 
125-quater. Qualora i soggetti eroganti sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria di cui ai commi 125 e 125-bis siano amministrazioni centrali dello Stato ed abbiano adempiuto agli obblighi di pubblicazione previsti dall'articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le somme di cui al comma 125-ter sono versate ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai pertinenti capitoli degli stati di previsione delle amministrazioni originariamente competenti per materia. Nel caso in cui i soggetti eroganti di cui al primo periodo non abbiano adempiuto agli obblighi di pubblicazione di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le somme di cui al comma 125-ter sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo per la lotta alla poverta' e all'esclusione sociale di cui all'articolo 1, comma 386, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

AIUTI DI STATO E AIUTI DE MINIMIS CONTENUTI NEL REGISTRO NAZIONALE DEGLI AIUTI DI STATO 125-quinquies. Per gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato di cui all'articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la registrazione degli aiuti nel predetto sistema, con conseguente pubblicazione nella sezione trasparenza ivi prevista, operata dai soggetti che concedono o gestiscono gli aiuti medesimi ai sensi della relativa disciplina, tiene luogo degli obblighi di pubblicazione posti a carico dei soggetti di cui ai commi 125 e 125-bis, a condizione che venga dichiarata l'esistenza di aiuti oggetto di obbligo di pubblicazione nell'ambito del Registro nazionale degli aiuti di Stato nella nota integrativa del bilancio oppure, ove non tenute alla redazione della nota integrativa, sul proprio sito internet o, in mancanza, sul portale digitale delle associazioni di categoria di appartenenza.
125-sexies. Le cooperative sociali di cui al comma 125, lettera d), sono altresi' tenute a pubblicare trimestralmente nei propri siti internet o portali digitali l'elenco dei soggetti a cui sono versate somme per lo svolgimento di servizi finalizzati ad attivita' di integrazione, assistenza e protezione sociale.
126. A decorrere dal 1° gennaio 2018, gli obblighi di pubblicazione di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, si applicano anche agli enti e alle societa' controllati di diritto o di fatto, direttamente o indirettamente, dalle amministrazioni dello Stato, mediante pubblicazione nei propri documenti contabili annuali, nella nota integrativa del bilancio. In caso di inosservanza di tale obbligo si applica una sanzione amministrativa pari alle somme erogate.

L'OBBLIGO ESISTE PER CONTRIBUTI SUPERIORI AD € 10.000,00 127. Al fine di evitare la pubblicazione di informazioni non rilevanti, l'obbligo di pubblicazione di cui ai commi 125, 125-bis e 126 non si applica ove l'importo monetario di sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria effettivamente erogati al soggetto beneficiario sia inferiore a 10.000 euro nel periodo considerato.
                                                               

  


L'APPLICAZIONE DELLE SANZIONI E' STATA PROROGATA AL 1° GENNAIO 2022

DECRETO-LEGGE 22 aprile 2021, n. 52

Art. 11-sexiesdecies 
 
(( (Proroga delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma  125-ter,
                della legge 4 agosto 2017, n. 124) )) 
 
  ((1. Per l'anno 2021  il  termine  di  cui  all'articolo  1,  comma
125-ter, primo periodo,  della  legge  4  agosto  2017,  n.  124,  e'
prorogato al 1° gennaio 2022.)) 

CHIARIMENTI  MINISTERIALI

Mise circolare del 27.2.2018 

OGGETTO: interpretazione dell’art. 1, commi da 125 a 129 della Legge 4 agosto 2017,
n. 124, recanti “Misure di trasparenza nel sistema delle erogazioni pubbliche” –


RELAZIONE TECNICA AL DECRETO LEGGE N.34 DEL 30 APRILE 2019

 PDF della Relazione tecnica al decreto legge n.34 del 30 aprile 2019


DOSSIER AL D.L. 34/2019 

Dossier al D.L. 34 - File PDF

Articolo 35
(Obblighi informativi erogazioni pubbliche)

L’articolo 35, modificato nel corso dell'esame presso la Camera, interviene
sulla disciplina della trasparenza delle erogazioni pubbliche, modificando talune
disposizioni introdotte dalla L. n. 124/2017.

In particolare, la norma specifica la tipologia delle erogazioni pubbliche che sono
assoggettate agli obblighi di informazione e trasparenza in questione. Si tratta di
sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi
carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria,
effettivamente erogati. Viene inoltre specificato che si deve trattare di erogazioni
effettuate dalle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30
marzo 2001, n. 165 (mentre la norma previgente faceva riferimento genericamente
alle pubbliche amministrazioni). Viene soppresso altresì il richiamo alle erogazioni
effettuate da società controllate, di diritto o di fatto, direttamente o indirettamente
da pubbliche amministrazioni, comprese quelle che emettono azioni quotate in
mercati regolamentati.

Vengono sostanzialmente confermati i soggetti destinatari dell’obbligo di
pubblicare nei propri siti Internet o analoghi portali digitali le erogazioni in
questione percepite nell’esercizio finanziario precedente: si tratta delle
associazioni di protezione ambientale, delle associazioni dei consumatori e degli
utenti, delle associazioni, delle Onlus e fondazioni, nonché di talune cooperative
sociali, che svolgono attività a favore degli stranieri e imprese.

Sono previsti termini di pubblicazione delle informazioni sulle erogazioni
pubbliche in questione differenziati a seconda della natura giuridica del soggetto
obbligato.

Per le imprese, viene introdotta una specifica disciplina che distingue tra imprese
tenute alla redazione della nota integrativa del bilancio di esercizio e quelle che
non sono assoggettate al medesimo obbligo.

Si introduce poi un differente regime sanzionatorio per la violazione dell’obbligo.

Più in dettaglio, l’articolo 35 interviene sulle disposizioni in materia di
trasparenza delle erogazioni pubbliche di cui all’articolo 1, commi da 125 a 129,
della legge n. 124/2017.

Si ricorda come le disposizioni in questione abbiano introdotto, a decorrere dal 2018,
alcune misure in materia di trasparenza delle erogazioni di sovvenzioni pubbliche,
ulteriori rispetto alle misure già previste dal D.lgs. n. 33/2013 (su cui v. infra).

La relazione illustrativa motiva l’intervento normativo in ragione del fatto che la
disciplina sulla trasparenza delle erogazioni pubbliche introdotta dalla citata L. n.
124/2017 non ha, ad oggi, trovato ancora applicazione, a causa delle difficoltà
interpretative delle relative disposizioni, che non specificavano in maniera chiara le
differenti modalità di adempimento in capo alle seguenti categorie di soggetti:
associazioni, fondazioni, Onlus cooperative sociali che svolgono attività a favore
degli stranieri, imprese.

Per questo motivo si è reso necessario un intervento chiarificatore urgente, al fine di
consentire ai predetti soggetti di adempiere correttamente entro i termini previsti.

L’articolo 35, comma 1, riformula la disciplina in materia di trasparenza delle
erogazioni pubbliche prevista dai commi da 125 a 129 dell’articolo 1 della legge
n.124/2017. Tale riformulazione è attuata tramite la sostituzione dei predetti
commi con dieci nuovi commi che introducono sia modifiche sostanziali, sotto il
profilo dell’ambito soggettivo e oggettivo di applicazione della disciplina, sia
modifiche di carattere sistematico e di coordinamento formale.

Nel dettaglio, attraverso la sostituzione del comma 125:

  • viene specificata la tipologia delle erogazioni pubbliche che sono assoggettate   AIUTI CHE NON DEVONO ESSERE DICHIARATI
    agli obblighi di informazione e trasparenza in questione. Si tratta di sovvenzioni,
    sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere
    generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, effettivamente
    erogati.
    La normativa previgente richiamava invece sovvenzioni, contributi, incarichi
    retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere ricevuti;
  • viene inoltre specificato che si deve trattare di erogazioni effettuate dalle
    pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001,
    n. 165 (mentre la norma previgente faceva riferimento genericamente alle
    pubbliche amministrazioni). Rimane il richiamo alle erogazioni effettuate dai soggetti di cui all'articolo 2-
    bis del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33, mentre viene soppresso il richiamo alle
    erogazioni effettuate da società controllate di diritto o di fatto direttamente o
    indirettamente da pubbliche amministrazioni ivi comprese quelle che emettono
    azioni quotate in mercati regolamentati.

In proposito si ricorda che L’art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001 qualifica    
amministrazioni pubbliche tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli
istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed
amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i
Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni
universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici
nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio
sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300 (le c.d.
agenzie fiscali).

L'articolo 2-bis del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33, di riordino della disciplina
riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e
diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, rinvia all’art. 1,
comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001, includendo espressamente le autorità portuali e le
autorità indipendenti di garanzia, vigilanza e regolamentazione;

§ vengono sostanzialmente confermati i soggetti destinatari dell’obbligo di
pubblicare nei propri siti Internet o analoghi portali digitali le erogazioni in
questione percepite nell’esercizio finanziario precedente: si tratta delle
associazioni di protezione ambientale, delle associazioni dei consumatori e
degli utenti, delle associazioni, delle Onlus e fondazioni, nonché di talune
cooperative sociali, che svolgono attività a favore degli stranieri e imprese. Per
le imprese, ugualmente destinatarie dell’obbligo di pubblicazione delle
informazioni, è poi prevista la specifica disciplina circa tempi e modalità per
l’espletamento di tale obbligo, nel nuovo comma 125-bis (v. infra);

  • sono previsti termini di pubblicazione delle informazioni sulle erogazioni
    pubbliche in questione differenziati. In particolare, le associazioni di protezione
    ambientale, le associazioni dei consumatori e degli utenti, le associazioni, le
    Onlus e le fondazioni, nonché le cooperative sociali che svolgono attività a
    favore degli stranieri sono tenute all’obbligo di pubblicazione entro il 30 giugno
    di ogni anno, mentre per le imprese gli obblighi di pubblicazione sono dettagliati
    nel nuovo comma 125-bis, che distingue tra imprese tenute alla redazione della
    nota integrativa del bilancio di esercizio e quelle che non sono assoggettate al
    medesimo obbligo.
    In particolare, il nuovo comma 125-bis prevede che i soggetti tenuti alla
    redazione della nota integrativa - ex art. 2195 del codice civile - pubblichino
    nelle note integrative del bilancio di esercizio e dell'eventuale bilancio
    consolidato gli importi e le informazioni relativi a sovvenzioni, sussidi,
    vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale
    e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, agli stessi effettivamente
    erogati dalle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30
    marzo 2001, n. 165 e dai soggetti di cui all'articolo 2-bis del D.Lgs. 14 marzo
    2013, n. 33 (v. supra).
    Con riferimento, invece, ai soggetti che redigono il bilancio in forma abbreviata 
    ai sensi dell’articolo 2435-bis del codice civile e ai soggetti comunque non
    tenuti alla redazione della nota integrativa – piccoli imprenditori, società di
    persone soggette a obblighi semplificati e microimprese – la norma prevede che
    essi assolvano l’obbligo di pubblicazione, analogamente a quanto previsto per
    Onlus, associazioni e fondazioni, mediante pubblicazione delle medesime
    informazioni e importi, entro il 30 giugno di ogni anno, su propri siti Internet,
    secondo modalità liberamente accessibili al pubblico o, in mancanza di questi
    ultimi, sui portali digitali delle associazioni di categoria di appartenenza
    dell’impresa.
    La disposizione è volta sostanzialmente ad integrare e chiarificare l’ambito oggettivo
    e soggettivo di applicazione della disciplina in esame, rispetto al testo del previgente
    articolo 1, comma 125, terzo periodo, della legge n. 214/2017, il quale prevedeva che:
    “Le imprese che ricevono sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque
    vantaggi economici di qualunque genere dalle pubbliche amministrazioni e dai
    soggetti di cui al primo periodo sono tenute a pubblicare tali importi nella nota
    integrativa del bilancio di esercizio e nella nota integrativa dell'eventuale bilancio
    consolidato”.
    La disciplina previgente faceva dunque genericamente riferimento alle “imprese”,
    mentre nella nuova disciplina sono previste, nell’ambito della categoria delle imprese,
    ulteriori specificazioni. La relazione illustrativa precisa, infatti, come “per le imprese
    e le cooperative si sia reso necessario distinguere tra quelle tenute alla redazione della
    nota integrativa del bilancio di esercizio e quelle che non sono soggette al medesimo
    obbligo (articoli 2083, 2214, 2215, 2215-bis, 2216, 2217e 2435-ter del codice civile).
    Si ricorda, inoltre, che l’art. 2435-bis del codice civile consente alle società che non
    abbiano emesso titoli negoziati in mercati regolamentati di redigere il bilancio in forma
    abbreviata, qualora, nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi
    consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti: 1) totale dell'attivo dello
    stato patrimoniale: 4.400.000 euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni:
    8.800.000 euro; 3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 50 unità.

 

Rispetto al testo del previgente articolo 1, comma 125, quarto periodo della legge
n. 124/2017, che sanzionava l’omessa pubblicazione con “la restituzione delle
somme ai soggetti eroganti”, il nuovo comma 125-ter:

  • introduce, a partire da 1° gennaio 2020, una sanzione amministrativa pecuniaria REGIME SANZIONATORIO
    a carico di coloro che violano l’obbligo di pubblicazione; tali soggetti sono
    chiamati a pagare una sanzione pari «all’uno per cento degli importi ricevuti
    con un importo minimo di 2.000 euro»; si valuti l’opportunità di specificare se
    l’importo minimo di 2.000 euro si riferisca alla sanzione amministrativa o
    all’erogazione ricevuta. Se il riferimento è agli importi ricevuti, non è prevista
    sanzione per la mancata pubblicazione di erogazioni inferiori ai 2.000 euro;
  • introduce la sanzione amministrativa accessoria dell’adempimento degli
    obblighi di pubblicazione; si osserva che la sanzione accessoria viene fatta
    coincidere con la violazione dell’obbligo da cui deriva la sanzione principale.
    Si ricorda che, in base alla legge n. 689 del 1981, le sanzioni amministrative
    accessorie non sono applicabili fino a che è pendente il giudizio di opposizione;
  • prevede che, qualora il trasgressore dell’obbligo di pubblicazione non proceda
    alla pubblicazione stessa nonché – in seguito a modifica introdotta nel corso
    dell’esame presso la Camera – al pagamento della sanzione amministrativa
    pecuniaria entro novanta giorni «dalla contestazione», si applica la sanzione
    della restituzione integrale delle somme. Rispetto alla normativa previgente, che
    prevedeva la restituzione entro 3 mesi dalla scadenza dell’obbligo di
    pubblicazione, il decreto-legge impone la restituzione entro 90 giorni dalla
    contestazione dell’illecito amministrativo;
  • specifica che la sanzione amministrativa è irrogata dalle stesse pubbliche
    amministrazioni eroganti il contributo oppure, se i contributi sono erogati da
    enti privati (ex art. 2-bis del d.lgs. 33/2013), dalle amministrazioni vigilanti o
    competenti per materia. La disposizione dunque demanda alle amministrazioni
    eroganti l’onere di verificare l’adempimento degli obblighi di pubblicazione,
    verificando a seconda dei casi i siti internet e i documenti di bilancio. Per
    l’accertamento, la contestazione e l’applicazione della sanzione amministrativa
    si rinvia, in quanto compatibile, alla legge n. 689 del 1981.
    Il nuovo comma 125-quater riproduce, con alcune modifiche di coordinamento
    formale, quanto già previsto dal testo previgente dell’articolo 1, comma 125,
    quinto e sesto periodo, della legge n. 214/2017.

Il comma dispone, segnatamente che, qualora i soggetti eroganti sovvenzioni, sussidi,
vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, privi di natura corrispettiva, retributiva
o risarcitoria di cui ai commi 125 e 125-bis siano amministrazioni centrali dello Stato ed
abbiano adempiuto agli obblighi di pubblicazione previsti dall’articolo 26 del d.lgs. n.
33/201346, le somme di cui al comma 125-ter sono versate ad apposito capitolo
dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai pertinenti capitoli degli
stati di previsione delle amministrazioni originariamente competenti per materia.
Nel caso in cui i soggetti eroganti di cui al primo periodo non abbiano adempiuto agli
obblighi di pubblicazione di cui dall’articolo 26 del d.lgs. n. 33/2013, le somme di cui al
comma 125-ter sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
al Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale (di cui all'articolo 1, comma
386, della legge 8 dicembre 2015, n. 208).


Il nuovo comma 125-quinquies – che riproduce sostanzialmente il testo
dell’articolo 3-quater, comma 1 del D.L. n. 135/2018 - prevede che, per gli aiuti  AIUTI DI STATO E AIUTI DE MINIMIS
di Stato e gli aiuti de minimis contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di
Stato di cui all'articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la registrazione
degli aiuti nel predetto sistema, con conseguente pubblicazione nella sezione
trasparenza ivi prevista, operata dai soggetti che concedono o gestiscono gli aiuti
medesimi ai sensi della relativa disciplina, tiene luogo degli obblighi di
pubblicazione posti a carico dei soggetti di cui ai commi 125 e 125-bis, a
condizione che venga dichiarata l'esistenza di aiuti oggetto di obbligo di
pubblicazione nell'ambito del Registro nazionale degli aiuti di Stato nella nota
integrativa del bilancio oppure, ove non tenute alla redazione della nota
integrativa, sul proprio sito internet o, in mancanza, sul portale digitale delle
associazioni di categoria di appartenenza.

L’articolo 3-quater, comma 1 del D.L. n. 135/2018 per coordinamento
formale, viene dunque abrogato dal comma 2 dell’articolo 35 in esame.

Si ricorda che il Registro Nazionale degli aiuti di Stato24 è operativo - presso
la Direzione Generale per gli Incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo
Economico (DGIAI) - a partire dal 12 agosto 2017 a seguito della pubblicazione il
28 luglio 2017 del Regolamento n. 115 del 31 maggio 2017 e del Decreto del
Direttore generale per gli incentivi alle imprese, che ne disciplinano il
funzionamento. Con la realizzazione del Registro Nazionale degli Aiuti ha trovato
piena attuazione l’art. 52 della legge n. 234/2012, che ha istituito il Registro
presso la DGIAI del Ministero dello sviluppo economico. Il Registro consente alle
amministrazioni pubbliche titolari di misure di aiuto in favore delle imprese e ai
soggetti, anche di natura privata, incaricati della gestione di tali aiuti, di effettuare i controlli amministrativi nella fase di concessione attraverso il rilascio di
specifiche “visure” che recano l’elencazione dei benefici di cui il destinatario
dell’aiuto abbia già goduto negli ultimi esercizi in qualunque settore. Dall’entrata
in funzione del Registro ciascun provvedimento che dispone la concessione di
aiuti a favore di un’impresa, per avere efficacia, dovrà riportare codici
identificativi rilasciati dal Registro. Sostanzialmente, quindi, il registro nazionale
offre una visione completa dell’utilizzo delle risorse pubbliche per la concessione
di aiuti da parte di tutti i soggetti coinvolti.  

Il comma 125-sexies conferma quanto già contenuto nel previgente
articolo 1, comma 125, secondo periodo, della legge n. 214/2017
sottoponendo le cooperative sociali di cui al nuovo comma 125, lett. d),
all’obbligo di pubblicazione, con cadenza trimestrale, nei propri siti internet
o portali digitali, dell'elenco dei soggetti a cui sono versate somme per lo
svolgimento di servizi finalizzati ad attività di integrazione, assistenza e
protezione sociale.

I nuovi commi da 126 a 129 riproducono sostanzialmente il testo del
previgente articolo 1, commi da 126 a 129, della legge n. 214/2017, con
l’aggiunta di alcuni elementi di coordinamento formale.

In particolare, il comma 126, dispone l’applicazione, a decorrere dal 1°
gennaio 2018, degli obblighi di pubblicazione di cui al citato articolo 26 del
D.Lgs. n. 33/2013, anche agli enti e alle società controllati di diritto o di fatto,
direttamente o indirettamente, dalle amministrazioni dello Stato, mediante
pubblicazione nei propri documenti contabili annuali, nella nota integrativa del
bilancio. In caso di inosservanza di tale obbligo si applica una sanzione
amministrativa pari alle somme erogate.

Il comma 127 dispone che, al fine di evitare la pubblicazione di informazioni
non rilevanti, l'obbligo di pubblicazione di cui ai commi 125, 125-bis e 126 non si
applichi ove l'importo monetario di sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o
aiuti, in denaro o in natura, privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria
effettivamente erogati al soggetto beneficiario sia inferiore a 10.000 euro nel
periodo considerato.

Il comma 128, inserisce un periodo al citato articolo 26, comma 2, del D.Lgs.
n. 33/2013, il quale prevede la pubblicazione dei dati consolidati di gruppo, ove
i soggetti beneficiari siano controllati di diritto o di fatto dalla stessa persona
fisica o giuridica ovvero dagli stessi gruppi di persone fisiche o giuridiche. La
disposizione è identica a quella contenuta nel testo del comma 128 vigente.

Il comma 129 dispone che all'attuazione delle disposizioni previste dai commi
da 125 a 128 le amministrazioni, gli enti e le società di cui ai predetti commi
provvedano nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste a
legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica.

 

 


APPROFONDIMENTI 

CNDCEC - Informativa dei contributi da amministrazioni pubbliche o soggetti a queste equiparati - marzo 2019

CNDCEC - Informativa dei contributi da amministrazioni pubbliche o soggetti a queste equiparate - marzo 2019

Nota congiunta del CNDEC e Assonime n.8 del 2019

Nota congiunta del CNDCEC e Assonime nr.8 del 2019

 


RASSEGNA STAMPA

Pubblicazione delle erogazioni pubbliche ricevute nel 2020: scadenza 30 giugno 2022 (Open dot - 28.6.2022)

Obblighi di trasparenza delle erogazioni pubbliche: disciplina e sanzioni (www.ecnews.it - 20.4.2022)

Commercialista telematico 2.12.2021

Agevolazioni alle imprese: entro il 31 dicembre 2021 aggiornare il sito internet senza sanzioni

Vito Dulcamare, Giuseppe Dulcamare

Salvo proroghe dell’ultimo minuto, scade il prossimo 31 dicembre il termine per indicare le agevolazioni del 2020 sul sito internet da parte delle imprese che non sono obbligate alla redazione della nota integrativa. Ecco le istruzioni per gestire l'adempimento

Il Sole 24 Ore - 19.1.2022 - Aiuti Covid alle imprese, nessun obbligo di informativa per i finanziamenti con garanzia pubblica

Secondo il quotidiano le garanzie pubbliche rilasciate dal Fondo centrale di garanzia per le PMI e da Sace sui finanziamenti bancari potrebbero essere considerati aiuti di carattere generale, quindi esclusi dall'informativa. Su questo punto non ci sono comunque certezze: "Non risultano tuttavia chiarimenti ufficiali in merito a conferma della posizione sopra chiarita".


SERVIZIO MESSO A DISPOSIZIONE DALL'ORDINE DOTTORI COMMERCIALISTA ED OPEN DOT (Newsletter 19 - dic 2021)

Rendicontazione delle erogazioni pubbliche – 01/01/2022 inizio delle sanzioni
Entro il 31/12/2021 i soggetti che hanno percepito erogazioni pubbliche nel 2020 per un importo
complessivo superiore ai 10.000 devono pubblicare gli importi e le informazioni relative a sovvenzioni,
sussidi, vantaggi, contributi o aiuti ricevuti.
La proroga enunciata a giugno terminerà a fine anno e dal 01/01/2022 inizieranno i controlli e le sanzioni.
La sanzione in caso di inadempienza è pari all’1% della sovvenzione con un minimo di 2.000 euro; decorsi 90
giorni dalla contestazione da parte della Pubblica amministrazione/amministrazione vigilante o competente
per materia, se il soggetto interessato non provvede all’adempimento, allo stesso è richiesta l’integrale
restituzione del beneficio.
Imprenditori individuali, società non tenute alla redazione della Nota integrativa ed enti non commerciali
devono pubblicare i dati delle erogazioni ricevute sui propri siti Internet, oppure, in mancanza, sui portali
digitali delle associazioni di categoria.
Per evitare che i clienti siano costretti a rivolgersi ad altri soggetti, l'Ordine, in collaborazione con OPEN Dot
Com, propone una soluzione ad hoc che consente di generare per ogni richiedente, tramite inserimento
semplificato (attività che si effettua in un paio di minuti) delle informazioni necessarie, un indirizzo web
(esempio: Erogazionipubbliche.it/nome azienda) e un sito essenziale, composto da un’unica pagina, in cui
sono riportate tutte le informazioni richieste dalla normativa.
Il costo previsto per il servizio è pari a € 30,00 annui.

Gli interessati potranno accedere al servizio tramite il sottostante link:
Accedi al sevizio

https://www.opendotcom.it/ - Link con offerta Open Dot


 APPROFONDIMENTI - NORMATIVA GENERALE

Non vanno indicati i contributi di carattere generale

125. A partire dall'esercizio finanziario 2018, i soggetti  di  cui
al secondo periodo sono tenuti a pubblicare nei propri siti  internet
o analoghi portali digitali, entro il 30  giugno  di  ogni  anno,  le
informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi  o
aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale  e  privi
di natura corrispettiva,  retributiva  o  risarcitoria,  

Eutekne 23.3.2022

Non dovrebbero essere compresi:

- i contributi collegati all'emergenza Covid;

- il 5 per mille

Il limite del € 10.000,00 si riferisce al totale dei vantaggi ricevuti e non alla singola erogazione

Circolare Ministero Lavoro e Politiche sociali n.2/2019

Nota integrativa redatta in via facoltativa

Eutekne 23.3.2022

Non è chiaro se c'è ugualmente l'obbligo di indicare ugualmente i contributi sul web